Se non ora quando?
Il mondo è un reticolo di storie. E' un immenso mare di vicende e di persone. E' un insieme di speranze, paure, desideri e sogni. Lo è per l'uomo ma lo è ancor di più per la donna.
Non solo oggi, ma sempre, nel tempo e nello spazio, essere donna è doppiamente difficile.
Chi scrive non ha l'arroganza di conoscere a fondo l'argomento, per la mia appartenenza di genere non posso parlare e raccontare ciò che le donne provano o sentono.
Posso però raccontare e collegare i fatti del mondo.
Sono convinto più che mai che la questione femminile sia un argomento che anche gli uomini devono affrontare. Non solo per portare il mondo ad un livello di civiltà superiore, ma sopratutto perché siamo la prima causa delle loro difficoltà.
Aisha e Ruby sono i due volti della moneta che gli uomini scambiano tra loro per gestire il dominio sulle donne. La mia non vuole essere vuota retorica ideologizzata ma al contrario vuole essere un forte grido contro tutti coloro che non comprendono le reali difficoltà dell'essere donna oggi.
E' quindi alla storia di queste due donne che vorrei partire per omaggiare la giusta iniziativa "Se non ora quando".
Aisha Bibi è una giovane afghana. Aisha, scappata dal marito per le continue percosse, è stata condannata da un giudice afghano all'amputazione del naso e delle orecchie.
Mi rendo conto che l'immagine può essere forte, ma proprio ora è il momento di mantenere fisso lo sguardo e vedere negli occhi quanto le donne soffrano ancora.
Aisha è stata data dal padre al futuro marito alla tenera età di 12 anni secondo una pratica detta Baad, che prevede l' "uso" delle donne come merce di scambio per la risoluzione di controversie. Va subito precisato che questa pratica non ha origini religiose (non è assolutamente menzionata nel corano) ma culturali e che in molte zone dell' Afghanistan risulta essere ancora praticata.
La voto qui pubblicata è stata recentemente premiata con il World Press Photo 2011 ed è stata realizzata da una fotografa Sudafricana, Jodi Bieber.
Aisha rappresenta quindi un simbolo per tutte le donne che ancora oggi vengono tenute in schiavitù in Afghanistan.
Ho deciso di raccontare questa breve, ma intensa storia, non per lanciare accuse pretestuose al regime talebano, ma per avere un punto di partenza chiaro e visibile dal quale partire.
Nessuno in Italia si sognerebbe di dire che la sentenza del giudice Afghano è giusta, ma al contrario ci sono voci non tanto nascoste, che giustificano un comportamento analogo che avviene in Italia. Ovviamente non parliamo di violenza fisica, ma di violenza morale sul corpo della donna.
Karima El Mahroug detta Ruby non ha bisogno di tante presentazioni. E' una ragazza marocchina che ultimamente "soggiorna" in pianta stabile nelle pagine dei giornali e nei salotti della televisione. Sappiamo che c'è un inchiesta della procura di Milano che la vede tra le testimoni. E che tale inchiesta vede coinvolto il presidente del consiglio del quale abbiamo ampiamente parlato nel precedente post.
Da quanto emerso Ruby sembra essere una delle rappresentanti del movimento delle escort, che aveva tra le avanguardiste la nota Patrizia D'Addario. L'universo escort è sicuramente l'evento scatenante delle proteste e delle varie iniziative sorte sopratutto nel web. Basti pensare all'iniziativa di repubblica e alla manifestazione di domani.
La prostituzione e in questo caso le escort sono la punta dell'iceberg. Sono le prime linee dei quel vasto fenomeno che va sotto il nome di mercificazione della donna e del suo corpo.
E' un argomento sicuramente molto vasto che non può essere trattato in questa circostanza in modo approfondito ma che merita comunque una citazione.
Aprendo un giornale o comunque passando per i vari canali della tv generalista il fenomeno è evidente. Quella rappresentata non è la donna ma il suo corpo. Sembra che dai media passi un messaggio univoco: la donna, anzi il suo corpo, è un bene che puoi vendere e comprare, la donna è un oggetto che il maschio può usare e gestire come vuole. Qui molti potrebbero affermare che è colpa della tv (di Mr. B.) se in Italia la condizione della donna è peggiorata.
Tale affermazione è giusta a metà.
La tv non è un universo a sé stante che genera rappresentazioni sociali a suo piacimento. La tv assorbe dalla società le espressioni e le rappresentazioni della gente e rielaborandole le rende più grottesche e pronunciate ma sicuramente non infondate.
Molti, come evidenziato sempre nel post precedente, non hanno condannato il presidente del consiglio ma anzi lo hanno quasi giustificato.
Rispetto al mio precedente intervento vorrei aggiungere una considerazione che faccio alla luce della puntata di Annozero di giovedì 10 febbraio. Molti degli abitanti di Arcore hanno quasi candidamente ammesso che infondo fare la escort non è una cosa sbagliata, che è un opportunità che molte donne potrebbero cogliere.
Ecco, questa visione è una visone condivisa non solo dai cittadini di Arcore ma da molti uomini (e forse anche qualche donna) in giro per la penisola. Ecco dunque la rappresentazione sulla quale la tv si posa per realizzare i suoi spettacoli.
Ed ecco quello che ci lega in modo indiretto ai talebani e alla storia di Aisha Bibi, ecco la violenza morale.
La mercificazione del corpo della donna non è il solo problema che colpisce le donne in Italia e nel mondo. Molti sono gli ambiti nei quali la donna è soggiogata come il lavoro e la famiglia.
E molti sono gli ambiti conquistati che vengono oggi minacciati, la fecondazione, l'aborto, le pillole contraccettive.
Non è solo contro la tv generalista che donne e uomini volenterosi devono scagliarsi.
Piuttosto la manifestazione di domani deve essere un punto di partenza non solo per dire basta, ma sopratutto per lavorare affinché venga scardinata la cultura della donna come merce, come oggetto ad uso specifico dell'uomo.
Solo rompendo queste rappresentazioni possiamo sperare in un futuro meno fallocentrico, in un futuro a misura di donna.
Solo rompendo le rappresentazioni mercificatorie e riempiendo lo spazio sociale di rappresentazioni virtuose che mostrino che oltre al loro corpo le donne sono qualcosa di superiore possiamo virare verso un' Italia e un mondo più giusto.
La strada che le donne i gli uomini civili devono compiere è ancora lunga. Dal '68 ad oggi sono stati compiuti indubbi passi avanti, ma negli ultimi 15 anni in Italia il passo è sicuramente rallentato.
E' necessario camminare con un passo più svelto con la consapevolezza che se le donne restano indietro, tutto il mondo resta indietro.
Vorrei concludere con lo spot della manifestazione di domani:
Come sempre cirtiche e osservazioni sono ben accette, specialmente in questo particolare caso.
A presto
A.B.

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