sabato 12 febbraio 2011

Se Non Ora Quando

...dedicato a tutte quelle donne che lottano per il proprio futuro e per il futuro delle proprie figlie ...alle 29 operaie che dopo aver perso il lavoro, hanno occupato la fabbrica per avere aiuto e risposte. Resistete, per il bene vostro e della dignità delle donne






Se non ora quando?

Il mondo è un reticolo di storie. E' un immenso mare di vicende e di persone. E' un insieme di speranze, paure, desideri e sogni. Lo è per l'uomo ma lo è ancor di più per la donna.
Non solo oggi, ma sempre, nel tempo e nello spazio, essere donna è doppiamente difficile.
Chi scrive non ha l'arroganza di conoscere a fondo l'argomento, per la mia appartenenza di genere non posso parlare e raccontare ciò che le donne provano o sentono.
Posso però raccontare e collegare i fatti del mondo.
Sono convinto più che mai che la questione femminile sia un argomento che anche gli uomini devono affrontare. Non solo per portare il mondo ad un livello di civiltà superiore, ma sopratutto perché siamo la prima causa delle loro difficoltà.
Aisha e Ruby sono i due volti della moneta che gli uomini scambiano tra loro per gestire il dominio sulle donne. La mia non vuole essere vuota retorica ideologizzata ma al contrario vuole essere un forte grido contro tutti coloro che non comprendono le reali difficoltà dell'essere donna oggi.
E' quindi alla storia di queste due donne che vorrei partire per omaggiare la giusta iniziativa "Se non ora quando".

Aisha Bibi è una giovane afghana. Aisha, scappata dal marito per le continue percosse, è stata condannata da un giudice afghano all'amputazione del naso e delle orecchie.
Mi rendo conto che l'immagine può essere forte, ma proprio ora è il momento di mantenere fisso lo sguardo e vedere negli occhi quanto le donne soffrano ancora.
Aisha è stata data dal padre al futuro marito alla tenera età di 12 anni secondo una pratica detta Baad, che prevede l' "uso" delle donne come merce di scambio per la risoluzione di controversie. Va subito precisato che questa pratica non ha origini religiose (non è assolutamente menzionata nel corano) ma culturali e che in molte zone dell' Afghanistan risulta essere ancora praticata.
La voto qui pubblicata è stata recentemente premiata con il World Press Photo 2011 ed è stata realizzata da una fotografa Sudafricana, Jodi Bieber.
Aisha rappresenta quindi un simbolo per tutte le donne che ancora oggi vengono tenute in schiavitù in Afghanistan.
Ho deciso di raccontare questa breve, ma intensa storia, non per lanciare accuse pretestuose al regime talebano, ma per avere un punto di partenza chiaro e visibile dal quale partire.
Nessuno in Italia si sognerebbe di dire che la sentenza del giudice Afghano è giusta, ma al contrario ci sono voci non tanto nascoste, che giustificano un comportamento analogo che avviene in Italia. Ovviamente non parliamo di violenza fisica, ma di violenza morale sul corpo della donna.

Karima El Mahroug detta Ruby non ha bisogno di tante presentazioni. E' una ragazza marocchina che ultimamente "soggiorna" in pianta stabile nelle pagine dei giornali e nei salotti della televisione. Sappiamo che c'è un inchiesta della procura di Milano che la vede tra le testimoni. E che tale inchiesta vede coinvolto il presidente del consiglio del quale abbiamo ampiamente parlato nel precedente post.
Da quanto emerso Ruby sembra essere una delle rappresentanti del  movimento delle escort, che aveva tra le avanguardiste la nota Patrizia D'Addario. L'universo escort è sicuramente l'evento scatenante delle proteste e delle varie iniziative sorte sopratutto nel web. Basti pensare all'iniziativa di repubblica e alla manifestazione di domani.
La prostituzione e in questo caso le escort sono la punta dell'iceberg. Sono le prime linee dei quel vasto fenomeno che va sotto il nome di mercificazione della donna e del suo corpo.
E' un argomento sicuramente molto vasto che non può essere trattato in questa circostanza in modo approfondito ma che merita comunque una citazione.
Aprendo un giornale o comunque passando per i vari canali della tv generalista il fenomeno è evidente. Quella rappresentata non è la donna ma il suo corpo. Sembra che dai media passi un messaggio univoco: la donna, anzi il suo corpo, è un bene che puoi vendere e comprare, la donna è un oggetto che il maschio può usare e gestire come vuole. Qui molti potrebbero affermare che è colpa della tv (di Mr. B.) se in Italia la condizione della donna è peggiorata.
Tale affermazione è giusta a metà.
La tv non è un universo a sé stante che genera rappresentazioni sociali a suo piacimento. La tv assorbe dalla società le espressioni e le rappresentazioni della gente e rielaborandole le rende più grottesche e pronunciate ma sicuramente non infondate.
Molti, come evidenziato sempre nel post precedente, non hanno condannato il presidente del consiglio ma anzi lo hanno quasi giustificato.
Rispetto al mio precedente intervento vorrei aggiungere una considerazione che faccio alla luce della puntata di Annozero di giovedì 10 febbraio. Molti degli abitanti di Arcore hanno quasi candidamente ammesso che infondo fare la escort non è una cosa sbagliata, che è un opportunità che molte donne potrebbero cogliere.
Ecco, questa visione è una visone condivisa non solo dai cittadini di Arcore ma da molti uomini (e forse anche qualche donna) in giro per la penisola. Ecco dunque la rappresentazione sulla quale la tv si posa per realizzare i suoi spettacoli.

Ed ecco quello che ci lega in modo indiretto ai talebani e alla storia di Aisha Bibi, ecco la violenza morale.

La mercificazione del corpo della donna non è il solo problema che colpisce le donne in Italia e nel mondo. Molti sono gli ambiti nei quali la donna è soggiogata come il lavoro e la famiglia.
E molti sono gli ambiti conquistati che vengono oggi minacciati, la fecondazione, l'aborto, le pillole contraccettive.
Non è solo contro la tv generalista che donne e uomini volenterosi devono scagliarsi.
Piuttosto la manifestazione di domani deve essere un punto di partenza non solo per dire basta, ma sopratutto per lavorare affinché venga scardinata la cultura della donna come merce, come oggetto ad uso specifico dell'uomo.
Solo rompendo queste rappresentazioni possiamo sperare in un futuro meno fallocentrico, in un futuro a misura di donna.
Solo rompendo le rappresentazioni mercificatorie e riempiendo lo spazio sociale di rappresentazioni virtuose che mostrino che oltre al loro corpo le donne sono qualcosa di superiore possiamo virare verso un' Italia e un mondo più giusto.

La strada che le donne i gli uomini civili devono compiere è ancora lunga. Dal '68 ad oggi sono stati compiuti indubbi passi avanti, ma negli ultimi 15 anni in Italia il passo è sicuramente rallentato.
E' necessario camminare con un passo più svelto con la consapevolezza che se le donne restano indietro, tutto il mondo resta indietro.

Vorrei concludere con lo spot della manifestazione di domani:



Come sempre cirtiche e osservazioni sono ben accette, specialmente in questo particolare caso.

A presto
A.B.

lunedì 7 febbraio 2011

Il dittatore dello Stato libero di Bunga Bunga

Bunga Bunga. Parola che fa sorridere ma che fa anche rabbrividire.
In queste settimane, dopo che la consulta ha bocciato "in parte" il lodo Alfano che prevedeva l'impunità per le più alte cariche dello Stato, un nuovo procedimento penale ha coinvolto il Presidente del consiglio.
Lo scopo di questo post non riguarda la vicenda processuale e tutti i risvolti che la caratterizzano piuttosto, riguarda un aspetto sul quale si è dibattuto poco. Cioè la percezione e le opinioni del cittadino medio, dell'uomo della strada.
Prima di iniziare è però doveroso fare una piccola premessa spiegando i tratti peculiari della vicenda.
Mr. B. risulta indagato per Concussione, cioè l'aver ottenuto benefici economici o procedurali abusando della propria posizione privilegiata come pubblico ufficiale. E' inoltre indagato per sfruttamento della prostituzione minorile poiché, stando alle intercettazioni telefoniche, sembra che Mr. B. abbia pagato una  o più minorenni per avere delle relazioni sessuali.
Non spetta a noi stabilire se B. sia colpevole o meno, questo spetta esclusivamente alla procura di Milano.
Al di là di quelle che possono essere delle opinioni personali e politiche c'è un punto che secondo me merita di essere fissato come oggettivo.
E' stato detto che nell'ambito privato ogni individuo è libero di fare ciò che ritiene opportuno anche pagare per delle prestazioni sessuali. A questa affermazione rispondo con una doppia obiezione: la prima riguarda il fatto che nel nostro caso sembra che Mr. B. non abbia pagato solo delle escort maggiorenni ma che anzi abbia avuto rapporti a pagamento anche con delle minorenni, fatto gravissimo per ogni uomo adulto. La seconda obiezione riguarda la libertà nel proprio privato. Mr. B. occupa una delle cariche pubbliche più importanti in Italia, quella del presidente del consiglio. Quando una qualsiasi persona ricopre una carica pubblica la sua vita privata viene notevolmente ridimensionata. E' doveroso quindi porre un freno perché inevitabilmente essa risulta essere lo specchio del paese. Non solo per noi Italiani ma anche e sopratutto per coloro che ci osservano dagli altri paesi.

Per proseguire la mia analisi parto da una delle considerazioni fatte da Corrado Augias a le "invasioni barbariche" a proposito dei cittadini comuni e lo scandalo del bunga bunga.





Per un numero non indifferente di cittadini comuni quello della procura di Milano non è altro che un ennesimo caso di accanimento giudiziario contro il presidente del consiglio. Non di rado esaminando i commenti presenti negli articoli dei giornali on-line si trovano posizioni quali ad esempio: "beato lui che ha molte donne", "i giudici non vogliono lasciarlo in pace", "ognuno a casa propria fa ciò che vuole" ecc..
Nel suo intervento Augias, preoccupato da queste affermazioni colloca la loro risposta all'intento di due categorie differenti.
La prima riguarda la possibilità di non conoscere con precisione quali sono i tratti della vicenda che coinvolgono il presidente del consiglio.
La seconda motivazione che il giornalista adduce è quella di una errata percezione della gravità degli eventi.

Vorrei ora analizzare queste due categorizzazioni per comprendere quali sono i meccanismi che tendono a giustificare Mr. B.

Primo Caso - Parziale conoscenza dei fatti.
E' indubbio che la maggior parte delle informazioni che il cittadino medio possiede deriva dai mezzi di comunicazione di massa. Praticamente nessuno si è recato personalmente in procura ad esaminare gli atti della procura. Questo ci permette allora di capire come la formazione dell'opinione pubblica a proposito di questo caso, sia interamente nelle mani della stampa.
La presenza nel mercato editoriale di aziende di proprietà del presidente altera il panorama dell'informazione e finisce per creare inevitabili polarizzazioni che vanno a danneggiare il lettore medio. Mi spiego meglio. Due dei quotidiani maggiormente diffusi sono "Il Giornale" e "Libero" con i rispettivi direttori (Sallustri e Belpietro) che imperversano nelle trasmissioni televisive quali Ballarò, Matrix e AnnoZero solo per citarne alcune. I gruppi editoriali cui fanno capo questi giornali appartengono direttamente al capo del governo come nel caso de "Il Giornale"; oppure appartengono a membri del gruppo di maggioranza come nel caso di "Libero" che fa capo al gruppo alla Editoriale Libero s.r.l. che a sua volta dipende dal gruppo Angelucci fondato da Antonio Angelucci deputato eletto nel 2008 tra le file del Pdl (partito di governo).
Questi due quotidiani non hanno fatto altro che avallare la versione di Mr. B. Cioè hanno abdicato al loro ruolo di giornalisti e hanno svolto semplicemente la funzione di cassa di risonanza per i tentativi di autodifesa del presidente. Difesa fallace e inconcludente.
E' ovvio che il bacino di lettori che quotidianamente sono portati a leggere questi quotidiani difficilmente sono in grado di comprendere la gravità dell'evento tanto da percepire in molti casi Mr. B. come una vittima piuttosto che come imputato.
In questo scenario di informazione distorta che poco aiuta i cittadini, gli altri quotidiani, nettamente a favore delle azioni della procura di Milano, hanno a mio avviso commesso un errore.
Fermo restando che in questo contesto il giustizialismo è lecito, essi hanno lasciato che questo fatto monopolizzasse l'informazione. Hanno riempito le prime pagine dei giornali di articoli esclusivamente incentrati sulle notti nella villa di Arcore. In questo modo anziché avvicinare a sé nuovi lettori, infastiditi ed umiliati dal comportamento del presidente, hanno finito per sclerotizzare lo schieramento contro il presidente, polarizzando l'opinione pubblica e trasformando il reato di B. in un caso politico. Facendo diventare l'accusa o la difesa null’altro che un semplice scontro politico fra due parti a proposito di un dato argomento.
Il mio non vuole assolutamente essere un atto di accusa al dovere di cronaca. Ma anzi vuole essere uno stimolo a contestualizzare meglio l'azione del presidente del consiglio non solo come soggetto accusato di un reato ma anche come uomo politico dal quale si pretendono risultati.

Secondo Caso - Parziale conoscenza della gravità dei fatti
Questo secondo aspetto è una conseguenza diretta del primo. A fronte di un informazione fortemente polarizzata. Vi è un aggravamento del errata percezione della realtà politico-istituzionale.
Questa percezione distorta della realtà ha radici ben più lontane da quest'ultimo processo.
Il linguaggio politico di B. negli ultimi 18 anni ha attaccato alle fondamenta non solo la dignità e la moralità delle istituzioni ma ha lentamente logorato e sfigurato le rappresentazioni sociali che sottendono al rapporto cittadino - carica istituzionale.
Ciò significa che si è arrivati ad un contesto nel quale il cittadino modello fatica a distinguere tra uomo politico e carica istituzionale. Alla fine l'immagine pubblica che rimane non è Mr. B. che ricopre un ruolo pubblico. E' semplicemente quella di Mr. B.
Da questo deriva anche la distorsione stessa del nostro sistema politico. Progressivamente la gente sta cominciano a considerare le elezioni non come "il rinnovo dei due rami del parlamento" ma come l'elezione del presidente del consiglio. Cioè i cittadini non riescono più a distinguere tra potere legislativo (parlamento) e potere esecutivo (governo). Non riescono a vedere come in Italia il potere esecutivo non faccia altro che schiacciare quello legislativo sotto di se. Anticamera questa che ha sempre contraddistinto l'inizio delle dittature.
In questo contesto si comprende che venendo meno la percezione delle cariche istituzionali e dei ruoli pubblici, viene meno anche la percezione della gravità degli atti di B. Per cui alcuni finiscono per dire che in fondo "nella vita privata ognuno fa quello che vuole"...

Per concludere, al di la di quelle che possono essere analisi giudiziarie e politiche il bunga bunga è l'ennesima macchia che infanga il nostro paese.
La presunzione di innocenza che va data a Mr. B. fatica a essere riconosciuta a fronte delle intercettazioni.
Chi sostiene che un uomo pubblico non debba macchiarsi di tali atti, che il presidente non debba rendersi ricattabile e che Mr. B. svilisca l'immagine della donna sostiene una sacrosanta verità.
Ma credo che l'intera faccenda sia molto più grave sotto un'altra luce, meno dibattuta ma non per questo meno importante. La questione educativa.
Come può una figura come quella del presidente del consiglio aiutare il difficile compito di genitori ed educatori? Semplicemente non può!
Vorrei concludere questo intervento non con le mie parole o riflessioni ma con un altro breve contributo video. Una delle "lettere dal Nord" che lo scrittore Antonio Scurati ha dedicato al presidente denunciando con forza la deriva educativa che il bunga bunga porta con sé.



mercoledì 2 febbraio 2011

Rubriche mediate

Fedele agli obiettivi che mi sono prefisso nel primo post vorrei ora proporre un idea che ho rubato dalla stampa tradizionale. Quella della Rubrica.
Molti potrebbero considerarla un idea che mal si sposa con l'informazione 2.0 e i blog, potrebbero dire che ci sono le semplici etichette e che sono sufficienti per catalogare con correttezza le informazioni.
Tutte osservazioni sono critiche nobili e per niente gratuite. Ma dal punto di vista di chi scrive l'introduzione delle rubriche è fondamentale per dare seguito alle premesse fondanti di questo blog.
L'analisi del mondo che ci circonda qui proposta è sicuramente limitata e non priva di errori ma è mio desiderio poter analizzare la realtà nel modo più preciso possibile. Per questo a mio parere l'introduzione delle rubriche rappresenta uno strumento per dare una cadenza chiara e una divisione ben definita fra i vari argomenti. L'obiettivo è quello di dare una cadenza mensile a ciascuna rubrica. Sperando di riuscire a reperire sempre le informazioni necessarie.
Per il momento ho deciso di non pubblicare i nomi delle rubriche che vorrei curare perché preferisco lasciare che i lettori le scoprano poco alla volta.
Vi dò quindi appuntamento al post di prossima pubblicazione e alla prima rubrica che sarà pronta nei prossimi giorni. 

A presto
A.B.