sabato 28 gennaio 2012

Un giorno vennero a prendermi, ma non era rimasto più nessuno a protestare

Oggi 28 gennaio, è il giorno in cui meno si ricorda ciò che è stato. In virtù della VERA memoria ripropongo quanto scritto ieri perché non si più ricordare solo il 27 gennaio, ma si deve testimoniare ogni giorno ciò che è stato.


27 gennaio 1945, le truppe dell'Armata Rossa entrano ad Auschwitz e scoprono l'orrore del campo di sterminio. Vorrei dire che scoprire non è la parola esatta. I soldati sovietici trovarono le tracce di un nuovo sterminio, l'ultimo in ordine di tempo. Quello armeno di trent'anni prima e l'Holodomor ucraino degli anni venti erano per numero e proporzione molto simili ai massacri delle dittature nazi-fasciste. La storia dell'uomo è costellata di massacri, di uccisioni. Il secolo finito da una decina d'anni è stato percorso da una scia si sangue che arriva fino ai giorni nostri. Dopo l'orrore dell'olocausto arrivarono i gulag sovietici, i Killing Fields in Cambogia, i massacri durante la guerra in Vietnam, le uccisioni durante la guerra in Biafra, il genocidio in Ruanda, i massacri recenti in Darfur e le uccisioni in Palestina. La lista è lunga e dolorosa ma continua. Oggi, nello stesso istante in cui ognuno di noi deve fare i corti con la crisi e con i problemi quotidiani, si compiono nuovi e nascosti massacri. All'interno della nostra Fortezza Europa siamo al riparo dai nuovi campi che sorgono alle periferie dell'impero. Siamo all'oscuro di tutti i soldi che l'Unione Europea versa ai governi dei paesi periferici per internare innocenti che cercano solo un futuro migliore. I centri di detenzione in Ucraina, in Turchia, in Marocco sono le versioni post-moderne dei campi della croce uncinata. E' in tutto questo che la memoria ha fallito, o meglio, noi abbiamo fallito. Il ricordo dei fatti tedeschi non può essere una sbiadita cartolina da osservare una volta l'anno. Non possiamo sederci e dire "oggi è il giorno della memoria, ricordiamo gli ebrei sterminati, guardiamo Schindler's List, diciamo che Hitler era un pazzo, ecc". DOBBIAMO USARE QUELLA MEMORIA. Dobbiamo prendere ciò che accadde nella Germania nazista e leggere con quegli occhi quello che accade oggi. Dobbiamo combattere l'idea della follia come generatrice di olocausti e concentrarci sulle cause degli stermini, concentrarci su cosa determinò le uccisioni. La Shoah non avvenne per il volere di un folle, al contrario fu un soluzione scelta a tavolino ed eseguita, terribilmente replicabile nella storia. 
Non ricordiamo per ricordare, ricordiamo per comprendere ciò che è stato, ciò che è e ciò che potrà ancora essere.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Bertold Brecht



AB

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