lunedì 4 aprile 2011

Rassegna stampa settimanale - Africa

Eccoci al consueto appuntamento con la rassegna stampa. Negli ultimi mesi il continente africano è solcato da notevoli sconvolgimenti sociali e politici, dalla Libia alla Costa d'avorio. Fedele allo spirito di questa rubrica voglio continuare a segnalare gli eventi che sono passati in secondo piano ma che non sono affatto di minore importanza.



Libano - Disarmo per Hezbollah
Il 14 Marzo migliaia di libanesi sono scesi in piazza per chiedere il disarmo del movimento sciita Hezbollah. Per il Daily Star la società civile libanese si scaglia contro le milizie e contro il loro arsenale perché sono giudicate colpevoli di avvelenare la vita politica del paese. Non è la prima volta che le milizie vengono contestate già nel marzo del 2004 scesero in piazza per ottenere il ritiro delle truppe siriane dal paese.

Somalia - Conquiste effimere
Le conquiste del governo di transizione somalo e delle truppe dell'unione africana rischiano di essere inutili senza una strategia politica concreta e senza una lotta contro la corruzione nel governo di transizione.
Le truppe dell'unione africana (Amisom) hanno conquistato, dopo duri combattimenti, nuovi territori vicini a Mogadiscio. Le milizie islamiche Al Shadab hanno in oltre perso la città di Bulo Hawo al confine con Etiopia e Kenya,  riconquistata dalle truppe del governo transitorio.
Nonostante queste importanti vittorie il costo delle vite umane e il rischio di corruzione minano l'esito della guerra che si combatte nel corno d'Africa.

Angola - Vietato protestare
Il 7 marzo una ventina di manifestanti sono stati arrestati per aver manifestato contro il governo. La manifestazione, organizzata su Facebook, ha però destato molta perplessità tra la popolazione civile che teme un ritorno alla guerra civile.

Sud Africa - No agli stupri correttivi
Nonostante la legge che dal 2006 sancisca la legittimità dei matrimoni tra le coppie gay, gli stupri correttivi non si fermano. I gruppi in difesa dei diritti umani hanno raccolto 170mila firme per chiedere al ministro della giustizia di punire questi reati. Il Sudafrica è il primo paese africano a legalizzare i matrimoni gay ma purtroppo l'omosessualità è ancora un tabù. Sulla scia di questi eventi fece scalpore l'uccisione della calciatrice omosessuale Eudy Simelane

Senegal - I giovani sfidano Wade
Anche in Senegal i giovani protestano contro il potere. Il 19 marzo, mentre l'ottantacinquenne presidente Wade festeggiava undici anni di governo, i giovani sono scesi in piazza per protestare. Per il WalfFadjri nelle prossime elezioni del 2012 i giovani voteranno in massa per l'avversario di Wade.

Mali - Marcia indietro sui diritti civili
Il processo per un codice delle persone e della famiglia più civile e laico segna una battuta d'arresto. Il testo di 1055 articoli, fortemente voluto da ong e associazioni femministe, già votato dal parlamento nel 2009 dovrà essere rivotato in forma edulcorata su indicazione dell'Alto consiglio islamico. Nel mali il 90% della popolazione è di fede islamica e buona parte dei religiosi islamici non vede di buon occhio alcune degli articoli presenti nel testo. L'articolo maggiormente contestato deriva dalla introduzione di un comma che parifica l'uomo e la donna (il rispetto reciproco degli sposi). Un altro articolo contestato riguarda l'allargamento alle donne dei diritti di successione e di riconoscimento del matrimonio civile. Quello che però viene evidenziato dal Slate Afrique è che le riforme sociali vengono richieste dalla società civile e che non possono essere influenzate dagli integralisti.