domenica 20 marzo 2011

Rassegna stampa settimanale - Asia e Pacifico

Come annunciato più di un mese fa, vorrei inaugurare quest'oggi una delle rubriche mediate.
Si tratta di una piccola rassegna stampa. Ben conscio che il "copia-incolla" imperversa nella rete vorrei qui proporre una forma di rassegna stampa che colga gli eventi che hanno avuto meno risalto mediatico. Ogni domenica ci sarà una rassegna stampa specifica per un area geografica.
Oggi iniziamo con gli avvenimenti meno mediatizzati dell'ultimo mese in Asia e nel Pacifico


Taiwan - Se Pechino spia Taipei
Dal 25 gennaio il capo del dipartimento di comunicazione dell'esercito (il generale Lo Hsien-che) è detenuto in carcere con l'accusa di spionaggio. Per il Taipai Times nell'ufficio del generale sono stati rinvenuti una serie di documenti destinati alle autorità cinesi. Nonostante la tensione tra i due paesi sia diminuita negli ultimi mesi, l'attività d' intelligence da ambo le parti è aumentata. Per gli esperti i documenti riguardano l'acquisto da parte del governo di Taiwan di mezzi militari dagli Stati Uniti.

Birmania - Affari rischiosi con la giunta
L'australiano Ross Dunkley, proprietario del Myanmar Times è stato arrestato su mandato della giunta militare. Nonostante le sanzioni economiche imposte alla Birmania il consorzio editoriale di cui fa parte la testata di Dunkley fa affari d'oro con la giunta, sembra inoltre che l'arresto dell'australiano sia una combinazione della volontà di controllare la stampa da parte dei generale e sopratutto della volontà dei nuovi proprietari del gruppo editoriale di liberarsi di Dunkley.

Thailandia - Cambogia - Disputa continua
Il 14 febbraio il consiglio di sicurezza dell'Onu si è riunito per studiare una soluzione per far terminare la contrapposizione fra i due paesi. La Cambogia sembra favorevole ad un intervento straniero mente il governo di Bangkok vuole risolvere la disputa senza interventi esterni. Di recente entrambi i paesi hanno accettato osservatori indonesiani per risolvere la disputa del tempio di Preah Viehear

Afghanistan - La paralisi di Kabul
Continuano i dissidi fra il presidente Karzai e la nuova maggioranza parlamentare. Il braccio di ferro riguarda la scelta del portavoce dell'assemblea. Il presidente preme per il riconoscimento dell'ex signore della guerra Abdulrab Rassoul Sayyaf che però non è ben vista dal parlamento e dalla comunità internazionale. Nonostante i dubbi degli altri paesi e del parlamento sembra però che la nomina di Sayyaf sia l'unico modo per uscire dalla paralisi.

Australia - Un partito per gli aborigeni
First nations political party. E' il nome del primo partito che rappresenta gli aborigeni australiani. Il partito ha già in programma di partecipare alle elezioni federali e alla elezioni del Territorio del nord dove gli aborigeni sono il 32% della popolazione

Malesia - A corto di stranieri
Dopo aver messo al bando gli stranieri due anni fa, il governo di Kuala Lumpur è stato costretto a fare marcia indietro. Commercianti e imprenditori, dichiarando che la pretesa di stipendi troppo elevati da parte dei maltesi, hanno fatto pressioni sul governo che si è visto costretto a concedere l'accesso ai migranti sopratutto indiani. Gli immigrati verranno impiegati nella ristorazione e nell'industria tessile.

Thailandia - Conflitto nel sud
4.300 è il bilancio della vittime negli ultimi sette anni. Il sud della Thailandia è l'ennesimo focolaio di islamismo radicale. Nonostante gli investimenti economici nell'area, il governo di Bangkok non è riuscito a fermare gli atti di guerriglia. Le autorità tailandesi parlano ancora di atti isolati ma la sensazione è che nelle zone di Songkhla, Yala, Narathiwat e Pattani la guerriglia sia ben organizzata e possa contare sull'aiuto delle reti internazionali del terrorismo. Al momento i terroristi si limitano a chiedere l'indipendenza dal nord buddhista per la costituzione di uno stato islamico.

Samoa
Vorrei infine citare una bravissima notizia: il 4 marzo il partito per la difesa dei diritti umani ha vinto le elezioni legislative. Ho voluto citare questa brevissima notizia per il nome molto evocativo del partito.


Tutte le notizie provengono dai numeri 885-886-887-888 di Internazionale e da Peace reporter

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