lunedì 7 febbraio 2011

Il dittatore dello Stato libero di Bunga Bunga

Bunga Bunga. Parola che fa sorridere ma che fa anche rabbrividire.
In queste settimane, dopo che la consulta ha bocciato "in parte" il lodo Alfano che prevedeva l'impunità per le più alte cariche dello Stato, un nuovo procedimento penale ha coinvolto il Presidente del consiglio.
Lo scopo di questo post non riguarda la vicenda processuale e tutti i risvolti che la caratterizzano piuttosto, riguarda un aspetto sul quale si è dibattuto poco. Cioè la percezione e le opinioni del cittadino medio, dell'uomo della strada.
Prima di iniziare è però doveroso fare una piccola premessa spiegando i tratti peculiari della vicenda.
Mr. B. risulta indagato per Concussione, cioè l'aver ottenuto benefici economici o procedurali abusando della propria posizione privilegiata come pubblico ufficiale. E' inoltre indagato per sfruttamento della prostituzione minorile poiché, stando alle intercettazioni telefoniche, sembra che Mr. B. abbia pagato una  o più minorenni per avere delle relazioni sessuali.
Non spetta a noi stabilire se B. sia colpevole o meno, questo spetta esclusivamente alla procura di Milano.
Al di là di quelle che possono essere delle opinioni personali e politiche c'è un punto che secondo me merita di essere fissato come oggettivo.
E' stato detto che nell'ambito privato ogni individuo è libero di fare ciò che ritiene opportuno anche pagare per delle prestazioni sessuali. A questa affermazione rispondo con una doppia obiezione: la prima riguarda il fatto che nel nostro caso sembra che Mr. B. non abbia pagato solo delle escort maggiorenni ma che anzi abbia avuto rapporti a pagamento anche con delle minorenni, fatto gravissimo per ogni uomo adulto. La seconda obiezione riguarda la libertà nel proprio privato. Mr. B. occupa una delle cariche pubbliche più importanti in Italia, quella del presidente del consiglio. Quando una qualsiasi persona ricopre una carica pubblica la sua vita privata viene notevolmente ridimensionata. E' doveroso quindi porre un freno perché inevitabilmente essa risulta essere lo specchio del paese. Non solo per noi Italiani ma anche e sopratutto per coloro che ci osservano dagli altri paesi.

Per proseguire la mia analisi parto da una delle considerazioni fatte da Corrado Augias a le "invasioni barbariche" a proposito dei cittadini comuni e lo scandalo del bunga bunga.





Per un numero non indifferente di cittadini comuni quello della procura di Milano non è altro che un ennesimo caso di accanimento giudiziario contro il presidente del consiglio. Non di rado esaminando i commenti presenti negli articoli dei giornali on-line si trovano posizioni quali ad esempio: "beato lui che ha molte donne", "i giudici non vogliono lasciarlo in pace", "ognuno a casa propria fa ciò che vuole" ecc..
Nel suo intervento Augias, preoccupato da queste affermazioni colloca la loro risposta all'intento di due categorie differenti.
La prima riguarda la possibilità di non conoscere con precisione quali sono i tratti della vicenda che coinvolgono il presidente del consiglio.
La seconda motivazione che il giornalista adduce è quella di una errata percezione della gravità degli eventi.

Vorrei ora analizzare queste due categorizzazioni per comprendere quali sono i meccanismi che tendono a giustificare Mr. B.

Primo Caso - Parziale conoscenza dei fatti.
E' indubbio che la maggior parte delle informazioni che il cittadino medio possiede deriva dai mezzi di comunicazione di massa. Praticamente nessuno si è recato personalmente in procura ad esaminare gli atti della procura. Questo ci permette allora di capire come la formazione dell'opinione pubblica a proposito di questo caso, sia interamente nelle mani della stampa.
La presenza nel mercato editoriale di aziende di proprietà del presidente altera il panorama dell'informazione e finisce per creare inevitabili polarizzazioni che vanno a danneggiare il lettore medio. Mi spiego meglio. Due dei quotidiani maggiormente diffusi sono "Il Giornale" e "Libero" con i rispettivi direttori (Sallustri e Belpietro) che imperversano nelle trasmissioni televisive quali Ballarò, Matrix e AnnoZero solo per citarne alcune. I gruppi editoriali cui fanno capo questi giornali appartengono direttamente al capo del governo come nel caso de "Il Giornale"; oppure appartengono a membri del gruppo di maggioranza come nel caso di "Libero" che fa capo al gruppo alla Editoriale Libero s.r.l. che a sua volta dipende dal gruppo Angelucci fondato da Antonio Angelucci deputato eletto nel 2008 tra le file del Pdl (partito di governo).
Questi due quotidiani non hanno fatto altro che avallare la versione di Mr. B. Cioè hanno abdicato al loro ruolo di giornalisti e hanno svolto semplicemente la funzione di cassa di risonanza per i tentativi di autodifesa del presidente. Difesa fallace e inconcludente.
E' ovvio che il bacino di lettori che quotidianamente sono portati a leggere questi quotidiani difficilmente sono in grado di comprendere la gravità dell'evento tanto da percepire in molti casi Mr. B. come una vittima piuttosto che come imputato.
In questo scenario di informazione distorta che poco aiuta i cittadini, gli altri quotidiani, nettamente a favore delle azioni della procura di Milano, hanno a mio avviso commesso un errore.
Fermo restando che in questo contesto il giustizialismo è lecito, essi hanno lasciato che questo fatto monopolizzasse l'informazione. Hanno riempito le prime pagine dei giornali di articoli esclusivamente incentrati sulle notti nella villa di Arcore. In questo modo anziché avvicinare a sé nuovi lettori, infastiditi ed umiliati dal comportamento del presidente, hanno finito per sclerotizzare lo schieramento contro il presidente, polarizzando l'opinione pubblica e trasformando il reato di B. in un caso politico. Facendo diventare l'accusa o la difesa null’altro che un semplice scontro politico fra due parti a proposito di un dato argomento.
Il mio non vuole assolutamente essere un atto di accusa al dovere di cronaca. Ma anzi vuole essere uno stimolo a contestualizzare meglio l'azione del presidente del consiglio non solo come soggetto accusato di un reato ma anche come uomo politico dal quale si pretendono risultati.

Secondo Caso - Parziale conoscenza della gravità dei fatti
Questo secondo aspetto è una conseguenza diretta del primo. A fronte di un informazione fortemente polarizzata. Vi è un aggravamento del errata percezione della realtà politico-istituzionale.
Questa percezione distorta della realtà ha radici ben più lontane da quest'ultimo processo.
Il linguaggio politico di B. negli ultimi 18 anni ha attaccato alle fondamenta non solo la dignità e la moralità delle istituzioni ma ha lentamente logorato e sfigurato le rappresentazioni sociali che sottendono al rapporto cittadino - carica istituzionale.
Ciò significa che si è arrivati ad un contesto nel quale il cittadino modello fatica a distinguere tra uomo politico e carica istituzionale. Alla fine l'immagine pubblica che rimane non è Mr. B. che ricopre un ruolo pubblico. E' semplicemente quella di Mr. B.
Da questo deriva anche la distorsione stessa del nostro sistema politico. Progressivamente la gente sta cominciano a considerare le elezioni non come "il rinnovo dei due rami del parlamento" ma come l'elezione del presidente del consiglio. Cioè i cittadini non riescono più a distinguere tra potere legislativo (parlamento) e potere esecutivo (governo). Non riescono a vedere come in Italia il potere esecutivo non faccia altro che schiacciare quello legislativo sotto di se. Anticamera questa che ha sempre contraddistinto l'inizio delle dittature.
In questo contesto si comprende che venendo meno la percezione delle cariche istituzionali e dei ruoli pubblici, viene meno anche la percezione della gravità degli atti di B. Per cui alcuni finiscono per dire che in fondo "nella vita privata ognuno fa quello che vuole"...

Per concludere, al di la di quelle che possono essere analisi giudiziarie e politiche il bunga bunga è l'ennesima macchia che infanga il nostro paese.
La presunzione di innocenza che va data a Mr. B. fatica a essere riconosciuta a fronte delle intercettazioni.
Chi sostiene che un uomo pubblico non debba macchiarsi di tali atti, che il presidente non debba rendersi ricattabile e che Mr. B. svilisca l'immagine della donna sostiene una sacrosanta verità.
Ma credo che l'intera faccenda sia molto più grave sotto un'altra luce, meno dibattuta ma non per questo meno importante. La questione educativa.
Come può una figura come quella del presidente del consiglio aiutare il difficile compito di genitori ed educatori? Semplicemente non può!
Vorrei concludere questo intervento non con le mie parole o riflessioni ma con un altro breve contributo video. Una delle "lettere dal Nord" che lo scrittore Antonio Scurati ha dedicato al presidente denunciando con forza la deriva educativa che il bunga bunga porta con sé.



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